Azione Cattolica Italiana
Parrocchia San Melchiade
Roma
Consiglio
parrocchiale di AC aperto ai simpatizzanti (venerdì 13 marzo 2015 ore 20.15)
Ordine del giorno:
1.
Approvazione del verbale della seduta precedente
2.
Pillola formativa a cura di don Manfredi De
Odorico
3.
Verifica e programmazione futura
4.
Varie ed eventuali
Chiara Sancin
Per
riflettere da Apostolicam actousitatem
Introduzione
23. L'apostolato dei laici, sia esso esercitato dai
singoli che dai cristiani consociati, dev'essere inserito, con il debito
ordine, nell'apostolato di tutta la Chiesa; anzi l'unione con coloro che lo
Spirito Santo ha posto a reggere la Chiesa di Dio (cfr. At 20,28) è un
elemento essenziale dell'apostolato cristiano. Non meno necessaria è la
collaborazione tra le varie iniziative di apostolato, che deve essere
convenientemente predisposta dalla gerarchia. Infatti, per promuovere lo
spirito di unione, affinché in tutto l'apostolato della Chiesa splenda la
carità fraterna, si raggiungano le comuni finalità e siano evitate dannose
rivalità, si richiede una stima vicendevole fra tutte le forme di apostolato
nella Chiesa e un conveniente coordinamento, nel rispetto della natura propria
di ciascuna (35). Ciò è sommamente conveniente quando una determinata attività
nella Chiesa richiede l'armonia e la cooperazione apostolica dell'uno e
dell'altro clero, dei religiosi e dei laici.
Rapporti con la gerarchia
24. Spetta alla gerarchia promuovere l'apostolato
dei laici, fornire i principi e gli aiuti spirituali, ordinare l'esercizio
dell'apostolato medesimo al bene comune della Chiesa, vigilare affinché la
dottrina e le disposizioni fondamentali siano rispettate. L'apostolato dei
laici ammette certamente vari tipi di rapporti con la gerarchia, secondo le
svariate forme e diversi scopi dell'apostolato stesso. Sono molte infatti le
iniziative apostoliche che vengono prese dalla libera volontà dei laici e sono
rette dal loro prudente criterio. Mediante queste iniziative, in certe
circostanze la missione della Chiesa può essere meglio adempiuta; perciò esse
vengono non di rado lodate o raccomandate dalla gerarchia (36). Ma nessuna
iniziativa rivendichi a se stessa la denominazione di « cattolica », se non
interviene il consenso della legittima autorità ecclesiastica.
Alcune forme di apostolato dei laici vengono
espressamente riconosciute dalla gerarchia in maniere diverse. L'autorità
ecclesiastica, per il bene comune della Chiesa, può inoltre scegliere e
promuovere in modo particolare alcune associazioni e iniziative aventi finalità
immediatamente spirituali, per le quali assume una speciale responsabilità.
Così la gerarchia, ordinando in diverse maniere l'apostolato secondo le circostanze,
unisce più strettamente alcune forme di esso alla sua missione apostolica,
rispettando tuttavia la natura propria e la distinzione dell'una e dell'altra,
senza per questo togliere ai laici la necessaria facoltà di agire di propria
iniziativa. Questo atto della gerarchia prende in vari documenti ecclesiastici
il nome di « mandato ».
Infine la gerarchia affida ai laici alcuni compiti
che sono più intimamente collegati con i doveri dei pastori, e ciò sia
nell'esposizione della dottrina cristiana, sia in alcuni atti liturgici, sia
nella cura delle anime. In forza di tale missione, i laici, nell'esercizio di
questi compiti, sono pienamente soggetti alla direzione del superiore
ecclesiastico.
Nei confronti delle opere e istituzioni di ordine temporale, il compito
della gerarchia consiste nell'insegnare e interpretare autenticamente i
principi dell'ordine morale che devono essere seguiti nelle cose temporali;
inoltre è in suo potere giudicare, tutto ben considerato e servendosi
dell'aiuto di esperti, della conformità di tali opere e istituzioni con i
principi morali, e stabilire quali cose sono necessarie per custodire e
promuovere i beni di ordine soprannaturale.
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