Azione Cattolica Italiana
Parrocchia San Melchiade
Roma
Consiglio
parrocchiale di AC aperto ai simpatizzanti (venerdì 13 febbraio 2015 ore 20.15/20.30)
Ordine del giorno:
1.
Approvazione del verbale della seduta precedente
2.
Pillola formativa a cura di don Manfredi De
Odorico (convegno assistenti)
3.
Resoconto partecipazione ad attività diocesane e
nazionali: iniziative mese della pace
4.
Decisione su possibile uscita
5.
Varie ed eventuali
Chiara Sancin
Per
riflettere da apostolicam actousitatem
L'Azione cattolica
20. Da diversi decenni i laici sono andati
consacrandosi sempre più all'apostolato in molte nazioni e si sono raccolti in
forme varie di attività e di associazioni che, in unione particolarmente
stretta con la gerarchia, si sono occupate e si occupano di fini propriamente
apostolici. Tra queste o anche altre simili del passato, sono soprattutto da
ricordare quelle che, pur seguendo diversi metodi, hanno prodotto
abbondantissimi frutti nel regno di Cristo e, meritatamente raccomandate e
promosse dai romani Pontefici e da molti vescovi, hanno avuto da essi il nome
di Azione cattolica e spessissimo sono state descritte come collaborazione dei
laici all'apostolato gerarchico (34).
Queste forme di apostolato, si chiamino esse Azione
cattolica o con altro nome, esercitano oggi un apostolato prezioso. Esse sono
costituite dal concorso delle seguenti note caratteristiche prese tutte
insieme:
a) Fine immediato di tali organizzazioni è il fine
apostolico della Chiesa, cioè l'evangelizzazione e la santificazione degli uomini
e la formazione cristiana della loro coscienza, in modo che riescano ad
impregnare dello spirito evangelico le varie comunità e i vari ambienti.
b) I laici, collaborando con la gerarchia secondo
il modo loro proprio, portano la loro esperienza e assumono la loro
responsabilità nel dirigere tali organizzazioni, nel ponderare le circostanze
in cui si deve esercitare l'azione pastorale della Chiesa e nella elaborazione
ed esecuzione del loro programma di azione.
c) I laici agiscono uniti a guisa di corpo
organico, affinché sia meglio espressa la comunità della Chiesa e l'apostolato
riesca più efficace.
d) Questi laici, sia che si offrano spontaneamente,
o siano invitati all'azione e alla cooperazione diretta con l'apostolato
gerarchico, agiscono sotto la superiore direzione della gerarchia medesima, la
quale può sancire tale cooperazione anche per mezzo di un « mandato »
esplicito.
Le organizzazioni in cui, a giudizio della
gerarchia, si trovano tutte insieme queste note, si devono ritenere Azione
cattolica, anche se, per esigenze di luoghi e di popoli, prendono varie forme e
nomi. Il sacro Concilio raccomanda vivamente queste istituzioni, che certamente
in molti paesi rispondono alle necessità dell'apostolato della Chiesa; invita i
sacerdoti e i laici che lavorano in esse a tradurre sempre più in atto le note
sopra ricordate e a cooperare sempre fraternamente nella Chiesa con tutte le
altre forme di apostolato.
Stima delle associazioni
21. Occorre stimare nel modo giusto tutte le
associazioni di apostolato; quelle poi che la gerarchia secondo le necessità
dei tempi e dei luoghi, ha lodato o raccomandato o ha deciso di istituire come
più urgenti, vanno tenute in somma considerazione da sacerdoti, dai religiosi e
dai laici e promosse secondo la natura propria di ciascuna di esse. Tra queste,
soprattutto oggi, vanno certamente annoverate le associazioni e i gruppi
internazionali dei cattolici.
I laici dediti al servizio della Chiesa a titolo
speciale
22. Nella Chiesa sono degni di particolare onore e
di raccomandazione quei laici, celibi o uniti in matrimonio, che si consacrano
in perpetuo o temporaneamente al servizio delle istituzioni e delle loro opere
con la propria competenza professionale. È per essa di grande gioia veder
crescere sempre più il numero dei laici che offrono il proprio servizio alle
associazioni e alle opere di apostolato, sia dentro i limiti della propria
nazione, sia in campo internazionale, sia soprattutto nelle comunità cattoliche
delle missioni e delle Chiese nascenti.
I pastori della Chiesa accolgano volentieri e con animo grato tali
laici, procurino che la loro condizione soddisfi nella misura migliore
possibile alle esigenze della giustizia, dell'equità e della carità,
soprattutto in merito all'onesto sostentamento loro e della famiglia, e che
essi godano della necessaria formazione, di conforto e di stimoli spirituali.
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